Una diretta conseguenza del fatto che i ritmi delle macchine per la stampa sono più elevati è il maggiore consumo di energia.
A questo corrisponde, naturalmente, un maggiore rilascio di calore. Nella maggior parte delle applicazioni di stampa, il calore in eccesso rappresenta un problema per i motivi di seguito esposti:
- L’inchiostro di stampa diventa meno viscoso a temperature più elevate. L’eccessivo emulsionamento dell’inchiostro che ne consegue provoca macchie e sbavature nella stampa.
- Per completare la stampa, potrebbe essere necessaria un’ulteriore quantità di inchiostro a bassa viscosità. L’utilizzo di maggiori quantità di inchiostro aumenta i costi di stampa.
- L’elevato calore incrementa l’usura del sistema di stampa, con la conseguenza che diventano più frequenti gli interventi di manutenzione.
Nelle applicazioni di stampa, i refrigeratori svolgono un ruolo essenziale. Sono fondamentali per garantire la stabilità della temperatura dei macchinari, a sua volta importantissima per una qualità e una velocità di produzione sempre elevate.
La maggior parte dei produttori di macchine prevede che attraverso i componenti critici venga fatta circolare acqua refrigerata per respingere il calore in eccesso e garantire una temperatura di esercizio stabile.
Il carico termine viene di solito eliminato facendo circolare acqua refrigerata attraverso il pressore o le lampade di essiccazione UV.
RAFFREDDAMENTO DIRETTO DEI PRESSORI
I pressori refrigerati assicurano un raffreddamento diretto del prodotto mantenendo omogenea la produttività. L’acqua refrigerata attraversa i raccordi orientabili posizionati in ciascuna estremità del pressore.
Raffreddamento di lampade UV e a LED
I sistemi di lampade UV e a LED sono utilizzati per generare una luce ultravioletta che può essere diretta sulla superficie di stampa. Quando raggiunge l’inchiostro umido, la luce UV reagisce indurendolo ed essiccandolo. L’indurimento con luce UV è diffuso nei grandi sistemi di stampa moderni, poiché consente di incrementare in modo significativo la produttività. Generalmente, attraverso un dissipatore di calore collegato alla base della lampada viene fatta passare acqua refrigerata con lo scopo di mantenere stabile la temperatura di esercizio.